Biografia

Toscano di nascita, ma milanese d'adozione, dai primi anni '70, negli spazi lasciati liberi dal suo lavoro istituzionale, si è costantemente dedicato alle arti figurative, con l'intento di esplorare sempre nuove strade. Ma il vero inizio artistico data maggio 1972 dopo aver visitato la splendida mostra di Henry Moore al Forte Belvedere a Firenze. Da quell'esperienza nascono i primi emozionati tentativi pittorici, grandi quadri acrilici a soggetto astratto-figurativo cui faranno seguito, negli anni successivi opere sempre più votate alla massima astrazione.

Dai primi anni '80 Ciampi intensifica il proprio lavoro artistico trovando nuova materia di ispirazione nei luoghi vissuti a contatto con la natura, e in particolare i familiari paesaggi d'origine dell'entroterra livornese, quelli liguri fronteggianti il monte di Portofino e infine, con forte senso di appartenenza, la Grecia. Ed è proprio nel carattere della natura mediterranea che Ciampi ritrova quelle emozioni creative che lo avevano da sempre, e nel tempo, ispirato. "L'ispirazione" — spiega Ciampi — "arriva per strade insondabili, associazioni o anche concatenazioni con precedenti esperienze creative. Qualche volta attraverso incontrollabili immagini mentali, spazi dí fantasia completamente nuovi e liberi. L'ispirazione può arrivare dai segni della Natura o da un'inaspettata intuizione che guida la mano verso l'esplorazione di un diverso linguaggio. Un lavoro creativo e un percorso esistenziale che non ho mai voluto far crescere entro i binari classici del riconoscimento pubblico e critico, accettando di esporre saltuariamente e solo negli ultimi tempi.

Questo giusto o sbagliato che sia, è stata per anni la mia scelta: vuoi per ritegno o a protezione di quei valori intimi di cui mi sentivo custode." I Segni della Natura sono i sassi di mare che l'acqua ha inciso di forme e colori, gusci e legni lavorati dal vento e dalla sabbia e che si offrono allo sguardo dell'artista come un dono inatteso. "Questi segni" -- continua Ciampi — "si presentano spesso chiaramente, talvolta ín modo confuso, ma tutti, prima o poi, si lasciano reinterpretare, attraverso la variazione di linee e colori, arrivando ad una diversa, meditata compiutezza espressiva." Ma per Ciampí il re è il colore: sudditi i segni, le forme, la disposizione degli elementi che compongono l'opera. "C:osa può catturare emozione" -- si domanda l'artista --- "più di quel tratto rosso, nero, giallo, blu su uno sfondo bianco? E' sintesi estrema di bellezza. Ma poi non mi fermo a quel primo segno, avanzo sulla tela, perché sento il bisogno di altri forti tratti liberatori, dispensatori di energia. Così la violenza del colore, delle linee, e talvolta delle inclusioni metalliche trovano un reciproco completamento e la tanto ricercata armonia.