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Il rombo dello "Steel novo" di Gabriele Simongini

Il rombo dell'arte esce dai cofani delle macchine e diventa assemblaggio giocoso, divertito e divertente. L'immagiinario metallico di Giulio Ciampi, fin dall'uso dell'argento legato ad affetti personali di cui ha parlato fsabelh Bossi Fedrigotti e via via nelle opere in acciaio su perspex su cui si e soffermato Philippe Daverio, svela un carattere follemente estroverso, ludicamente aggressivo e carico di un ironia che non può non far pensare alle origini toscane dell'artista. Non a caso la mostra romana accolta da Pino Purificato si intitola, con un vulcanico gioco di parole, "Steel novo". Chiamando in causa lo straordinario movimento poetico toscano della seconda metà del duecento, Ciampi modifica lo "stil" in "steel", l'acciaio che è protagonista di questi suoi fantasiosi assemblaggi pieni d'energia che utilizzano come supporti i cofani rottamati delle automobili. L'uso dell'acciaio e di frammenti di macchine potrebbe far venire alla mente, mutatis mutandis, le sculture di un pioniere del genere, l'americano pop John Chamberlain. Ma mentre quest'ultimo ha esaltato il caos vitale del disordine assemblato anche sull'onda drammatica dell'espressionismo astratto, Ciampi preferisce invece formalizzare vivacemente e serenamente, all'ita-liana, un immaginario mediterraneo da autentico homo faber, in cui sembra di intravedere palme, squarci di mare, rigogli vegetali e via discorrendo, portati come per magia in un'orbita macchinista e trasformati in "quadri da corsa". Nessun residuo tragico da post-incidente, quindi, in questi cofani rigenerati dal-l'energia positiva dell'arte. Al tempo stesso Ciampi, nel suo acuminato cortocircuito fra stilnovo ed ac-ciaio, fra pittura, scultura e fantasie meccaniche, senza dubbio pensa anche all'audacia futurista, al polimaterismo di Boccioni e Prampolini, al mondo già robotico di Depero, ma soprattutto all'immagina-zione esplosiva di un altro poeta, come gli stilnovisti, quel Filippo Tommaso Marinetti che cantava en-tusiasticamente: "Un'automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo ... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Nike di Samotracia". Ecco, Ciampi potrebbe ben dire che un cofano (l'automobile multicolore, pieno di innesti creativi ed appeso al muro, è più bello di un quadro "vecchio stile".


 

 

 
 
 
 

 

 

 

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